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	<title>Cibo per Tutti &#187; News</title>
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		<title>Dichiarazione Interreligiosa sui cambiamenti climatici</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2016 15:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Novella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I rappresentati delle diverse comunità religiose si esprimono con unica voce per chiedere ai leader politici internazionali di firmare, ratificare e attuare velocemente l&#8217;Accordo di Parigi e aumentare gli impegni dei singoli Stati per accelerare la transizione verso l’uso di energia 100% rinnovabile entro il 2050 Come ci ricorda il Santo Padre nell’Enciclica Laudato Si’, &#8220;Il clima è un bene comune, di&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/dichiarazione-interreligiosa-sui-cambiamenti-climatici/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>I rappresentati delle diverse comunità religiose si esprimono con unica voce per chiedere ai leader politici internazionali di firmare, ratificare e attuare velocemente l&#8217;Accordo di Parigi e aumentare gli impegni dei singoli Stati per accelerare la transizione verso l’uso di energia 100% rinnovabile entro il 2050</p>
<p><span id="more-4082"></span></p>
<p>Come ci ricorda il Santo Padre nell’Enciclica Laudato Si’, <em>&#8220;Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. Esso, a livello globale, è un sistema complesso in relazione con molte condizioni essenziali per la vita umana. Esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico [...] L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita,di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano.&#8221;</em></p>
<p>Ispirata dalla parole del Pontefice, nel 2015 <strong>FOCSIV</strong> ha promosso una serie di iniziative legate alla promozione della giustizia climatica, chiedendo a gran voce ai leader mondiali riuniti a Dicembre alla Conferenza sul Clima di Parigi di prendere finalmente un accordo serio e vincolante che freni i cambiamenti climatici. Il testo dell’accordo universale sui cambiamenti climatici è stato adottato.  La mobilitazione di massa e la pressione dal basso hanno costretto i politici a fare riferimento all’obiettivo di limitare l’innalzamento della temperatura agli 1,5 gradi centigradi, a menzionare il concetto di giustizia climatica e a dare un segnale all’industria dei carburanti fossili che il suo tempo è oramai finito. Ma vi sono una serie di lacune da colmare e la società civile è chiamata ad agire subito per garantire che gli Stati si impegnino nel migliorare e perseguire gli obiettivi presi.</p>
<p>Per questo il <strong><a href="https://catholicclimatemovement.global/" target="_blank">Movimento Cattolico Mondiale per il Clima</a></strong>, di cui FOCSIV è parte, ha pubblicato una dichiarazione che esprime un giudizio positivo sull’accordo di Parigi da parte di rappresentanti di diverse comunità religiose, e sollecita la firma e la ratifica tempestiva di quest’ultimo da parte dei governi nazionali in modo che possa entrare in vigore il più presto possibile. <strong>La dichiarazione inoltre chiede che vi sia un maggiore impegno in materia di riduzione delle emissioni, più finanziamenti per i paesi  e le comunità vulnerabili, l’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili e una accelerazione della transizione verso l’uso di energia 100% rinnovabile entro il 2050.</strong> La dichiarazione ha anche il proposito di rinnovare il forte impegno delle diverse comunità religiose nel definire la responsabilità morale verso la cura del Creato e nel promuovere concretamente stili di vita sostenibili. La dichiarazione è stata preparata e promossa dai rappresentanti di diverse fedi religiose e <strong>verrà consegnata ufficialmente, assieme alle firme raccolte, il 18 Aprile al Presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU Mogens Lykketoft, in vista della firma ufficiale del 22 Aprile 2016.</strong></p>
<p>Dopo le varie iniziative che FOCSIV ha promosso in vista della Conferenza di Parigi, intendiamo continuare il nostro impegno di promozione della giustizia climatica con maggiore responsabilità, nelle nostre comunità, per un cambiamento indispensabile del nostro sistema economico e sociale. È nostro dovere personale agire responsabilmente per la  cura del Creato, proteggere le risorse naturali del pianeta per proteggere allo stesso tempo il futuro dell&#8217;umanità.</p>
<p>Al seguente <a href="http://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2016/03/Dichiarazione-interreligiosa-sui-cambiamenti-climatici.pdf" target="_blank">link</a> è possibile leggere il testo della dichiarazione in italiano.</p>
<p>Per firmare la dichiarazione cliccare <a href="http://www.interfaithstatement2016.org/" target="_blank">qui</a></p>
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		<title>Gli auguri dei pellegrini di &#8220;Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 11:49:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Novella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#ognipassoconta]]></category>
		<category><![CDATA[#unaterraunafamiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Con la lettera che riportiamo, i pellegrini che hanno preso parte alla tratta italiana del pellegrinaggio “Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi” assieme allo staff FOCSIV che ha contribuito all&#8217;organizzazione dell’iniziativa, intendono augurare un Natale pieno di serenità e un anno nuovo in cui l’impegno comune nei confronti della giustizia climatica sia sempre più forte e condiviso. Cari&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/gli-auguri-dei-pellegrini-terra-famiglia-umana-in-cammino-verso-parigi/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Con la lettera che riportiamo, i pellegrini che hanno preso parte alla tratta italiana del pellegrinaggio “Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi” assieme allo staff FOCSIV che ha contribuito all&#8217;organizzazione dell’iniziativa, intendono augurare un Natale pieno di serenità e un anno nuovo in cui l’impegno comune nei confronti della giustizia climatica sia sempre più forte e condiviso.<span id="more-4077"></span></p>
<p><em>Cari compagni/e di strada,</em><br />
come sapete, noi pellegrini di “Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi” <strong>siamo arrivati a Parigi il 27 novembre, dopo aver percorso 1500 km</strong> allo scopo d’incontrare e conoscere persone e comunità per raccogliere istanze e buone pratiche da portare ai tavoli tematici di COP 21, e per diffondere la consapevolezza dell’urgenza di agire subito per fermare il cambiamento climatico.</p>
<p>Nel nostro lungo cammino è stato fondamentale essere accompagnati e sostenuti nelle difficoltà dal testo dell’enciclica <strong>Laudato Si’, di Papa Francesco</strong>. Documento che condividiamo profondamente, che ci unisce sebbene proveniamo da percorsi e sensibilità culturali differenti. Tutti assieme crediamo nella cura della casa comune attraverso l’adozione di nuovi stili di vita secondo l’ecologia integrale per la giustizia sociale e ambientale.</p>
<p>Gli ultimi giorni di pellegrinaggio sono stati <strong>molto impegnativi fisicamente</strong>, abbiamo fatto delle tappe forzate per essere a Parigi contemporaneamente con tutti gli altri pellegrinaggi che stavano convergendo in città da varie parti del mondo. Il 26 novembre abbiamo camminato per 58 km, è stato molto duro ma allo stesso tempo bello. Abbiamo dimostrato a noi stessi per primi, che assieme si possono affrontare sfide impensabili da soli, che la solidarietà e la condivisione danno forza, costruiscono legami e relazioni forti.</p>
<p>Arrivare a Parigi è stato emozionante e scioccante. Dopo settimane di cammino, durante il quale il ritmo del tempo era dato dai nostri passi, <strong>il rumore e la frenesia della città</strong> ci hanno un pochino frastornato, poi siamo stati risucchiati in un turbinio di attività inerenti a COP21.</p>
<p>Sabato mattina 28 novembre tutti noi pellegrini ci siamo ritrovati per una celebrazione ecumenica nella chiesa di Saint-Denis, e a seguire abbiamo <strong>incontrato Christiana Figueres, presidente della Conferenza del Clima delle Nazioni Unite, e Nicolas Hulot</strong>, inviato speciale di Francois Hollande.<br />
È stata una mattinata importante, ritrovarsi con tante persone che hanno percorso migliaia di chilometri con il nostro stesso spirito. Cattolici, buddisti, musulmani, indù, ortodossi e protestanti riuniti per trasmettere un messaggio ai leader del mondo “agire insieme, agire ora per la giustizia climatica”.</p>
<p>Noi “pellegrini climatici” abbiamo presentato ufficialmente una petizione firmata da 1.780.528 cittadini del mondo a Christiana Figueres e Nicolas Hulot. Il cardinale brasiliano Cláudio Hummes, ha consegnato il documento dicendo: “Portiamo la voce di centinaia di migliaia di persone mobilitate in solidarietà. Per loro conto, chiediamo <strong>una drastica riduzione delle emissioni di carbonio</strong>, soprattutto dei paesi più ricchi, per aiutare i poveri a far fronte ai cambiamenti climatici. Il tempo sta per scadere. Pregate e agite per la giustizia climatica”<br />
Christiana Figueres ha preso la parola commossa ed ha ringraziato coloro che agiscono per il cambiamento in modo pacifico camminando, sottolineando come ogni passo fatto da tutti noi sia importante e come nonostante le differenze, possiamo unirci come esseri umani e mostrare che siamo in grado di rispondere insieme a questa sfida del cambiamento climatico.</p>
<p>Nicolas Hulot ha invece sottolineato come non sia importante il credo religioso, ma “la nostra società ha bisogno di più umanità”,  ed ha  annunciato che Hollande avrebbe ricevuto una delegazione di pellegrini durante il  summit. Infatti, abbiamo <strong>incontrato Hollande</strong> l’11 dicembre all’Eliseo con tutti i rappresentanti religiosi e i rappresentanti dei diversi pellegrinaggi arrivati a Parigi.</p>
<p>Durante la nostra permanenza a Parigi abbiamo intensificato, sostenuto e partecipato alla <strong>campagna #fastfortheclimate </strong>assieme alle comunità delle principali religioni e alle reti di ONG, per chiedere di agire per la giustizia climatica.</p>
<p>Lunedì 30 si sono aperti ufficialmente <strong>i lavori di COP21</strong>, e noi pellegrini abbiamo cercando di seguire le varie attività di approfondimento e di pressione, affinché si raggiungessero veramente accordi equi e vincolati per la giustizia climatica, e ci fosse la  consapevolezza che non c’è più tempo da perdere. La nostra madre terra deve essere custodita e noi famiglia umana dobbiamo avere una visione di ecologia integrale che metta in interconnessione il nostro agire a livello locale e globale, intergenerazionale, e tra tematiche, con spirito di giustizia sociale ed ambientale.</p>
<p>Abbiamo seguito i lavori di negoziazione dei 196 paesi che partecipavano alla COP 21. Sono stati giorni di <strong>grande tensione tra i vari negoziatori</strong> rappresentanti dei diversi paesi. Per giorni la discussione si è concentrata sulle responsabilità e non sulle motivazioni e soluzioni per rallentare il cambiamento climatico, <strong>dividendo ancora una volta i paesi del mondo in due blocchi</strong>. Da un lato i paesi ricchi chiedono ai paesi in via di sviluppo di non deforestare e di non usare i combustibili fossili; dall’altra i paesi in via di sviluppo ricordano che loro non sono i responsabili del cambiamento climatico e che gli impegni finanziari presi alla COP di Copenaghen non sono stati mantenuti.<br />
Venivano offerti soldi per la protezione delle foreste e per l’acquisto di quote di CO2, e non si affrontavano i veri problemi come il bloccare o contingentare l’estrazione dei combustibili fossili, oppure le false soluzioni come l’agricoltura climatica intelligente guidata dalle grandi imprese che marginalizzano ed escludono i piccoli contadini.Tutto ciò senza affrontare con spirito di solidarietà e condivisione i veri problemi e responsabilità del cambiamento climatico.</p>
<p>Oltre ai lavori istituzionali abbiamo partecipato alle tante e varie attività e manifestazioni che la società civile aveva organizzato in concomitanza. Tanti gli incontri di approfondimento realizzati nella <strong>Città Globale Alternativa a Montreuil o nello spazio ZAC</strong> (Zona d’Azione Clima), tutti importanti per <strong>costruire una movimento globale che possa diffondere la consapevolezza che il cambiamento climatico</strong> <strong>è una questione globale</strong> che deve essere affrontata a partire da azioni locali e personali. Dobbiamo costituire una massa critica che avrà la forza di cambiare radicalmente i nostri modelli economici e sociali individualistici ed egoistici a favore di modelli solidali e creativi che rispettino l’ambiente.</p>
<p>Come già sapete i <strong>lavori di COP 21 si sono conclusi il 12 dicembre con la condivisione da parte di tutti i paesi presenti di un accordo</strong> per il quale rimandiamo le nostre riflessioni al documento che trovate al seguente <a href="http://www.focsiv.it/news/cop-21-un-segnale-e-stato-dato-per-il-futuro-del-pianeta-ma-si-deve-ancora-fare-molto-per-le-popolazioni-piu-vulnerabili/" target="_blank">link</a>. Certo un accordo è meglio di nessun accordo, e nel caso del cambiamento climatico è stato indispensabile raggiungerlo, ma sono diverse le questioni che ancora rimangono da risolvere in un mondo ancora molto chiuso in forti nazionalismi, e ben poco solidale con le popolazioni più vulnerabili e povere.</p>
<p>Nelle stesse ore in cui si chiudevano le trattative istituzionali, eravamo <strong>in strada con migliaia di persone della società civile</strong> per chiedere sino alla fine, a gran voce, che le problematiche del cambiamento climatico fossero evidenziate nel documento assieme alla tutela dei diritti umani e delle popolazioni più vulnerabili, ad agire ora e subito, e affrontate con degli impegni vincolanti per gli stati.</p>
<p>Sapevamo già che l’accordo non sarebbe stato quello in cui speravamo, eravamo e siamo consapevoli, come abbiamo più volte affermato, che <strong>Parigi deve rappresentare solo una tappa importante per il nostro continuo camminare</strong>, un punto di svolta per una maggiore responsabilità di noi tutti, nelle nostre comunità, per un cambiamento indispensabile del nostro sistema economico e sociale. <strong>Il nostro impegno non si ferma</strong>, anzi gli incontri avuti, durante tutto il pellegrinaggio e nella permanenza a Parigi, con comunità e persone, ci hanno dato ancor più la forza e la convinzione di credere che lo spirito porti con sé <strong>la conversione per un cambiamento radicale del nostro sistema, con una visione di cura e amore per la casa comune</strong>. È nostro dovere personale morale, non negoziabile, avere cura del creato, proteggere le risorse naturali del pianeta per proteggere allo stesso tempo il futuro dell’umanità.</p>
<p>Il pellegrinaggio ha terminato il suo percorso fisico da Roma a Parigi, ma non la sua missione di conversione verso un’ecologia integrale. Il nostro cammino verso <strong>un movimento di cambiamento per la giustizia sociale e ambientale</strong>a livello globale deve continuare con tenacia, determinazione e in modo virale.</p>
<p>Auguriamo a tutti un Natale d’Amore e un Nuovo Anno d’impegno fattivo nelle attività territoriali di solidarietà, di pace, di giustizia, di dialogo e di collaborazione per la cura delle persone e del bene comune, avendo sempre la consapevolezza che il nostro agire è interconnesso a livello locale/globale, interdisciplinare ed intergenerazionale. L’agire di ognuno di noi può fare la differenza in questa ricerca di giustizia, e la capacità di lavorare in rete tra persone, associazioni e istituzioni può dare sinergie positive per attuare il cambiamento ora. <strong>Ogni passo conta e ogni persona conta</strong>.</p>
<p><strong>Grazie per il tuo impegno e ti preghiamo di condividere il nostro messaggio con tutti gli amici che abbiamo incontrato assieme a te. Ci rivediamo nel 2016!</strong></p>
<p>Un abbraccio.</p>
<p><em>Nadia, Yeb, Daniela, Berenice, Sam, Alan, Sean, Albert, Desirée, Will, AG, Rodne, Patrick, Paolo, Beppe, Claudia, Sixta, Andrea, Francesca, Elvira, Marta, Giulia, Attilio, Gianfranco e tutto lo staff  FOCSIV che ha seguito il pellegrinaggio  “Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi”</em></p>
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		<title>CAMBIAMENTO CLIMATICO E CIBO: UNIAMOCI AL PELLEGRINAGGIO VERSO LA CONFERENZA DI PARIGI DI DICEMBRE</title>
		<link>http://www.cibopertutti.it/cambiamento-climatico-cibo-uniamoci-pellegrinaggio-verso-conferenza-parigi-dicembre/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 10:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Comunicazione FOCSIV]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico è un processo indotto dall’uomo che amplifica questioni che già mettono a rischio la sicurezza alimentare di molte popolazioni al sud, la produzione e la distribuzione di cibo, l’accesso al cibo e alla terra. È essenziale capire le interazioni tra il cambiamento climatico e le strutture politiche, economiche e sociali che assieme determinano la sicurezza alimentare; ad esempio&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/cambiamento-climatico-cibo-uniamoci-pellegrinaggio-verso-conferenza-parigi-dicembre/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il cambiamento climatico è un processo indotto dall’uomo che amplifica questioni che già mettono a rischio la sicurezza alimentare di molte popolazioni al sud, la produzione e la distribuzione di cibo, l’accesso al cibo e alla terra.</p>
<p><span id="more-4058"></span>È essenziale capire <strong>le interazioni tra il cambiamento climatico e le strutture politiche, economiche e sociali che assieme determinano la sicurezza alimentare</strong>; ad esempio tra cambiamento climatico e regimi fondiari che definiscono il diritto alla terra, e i conflitti di potere sul possesso della terra e sui beni comuni come l’acqua.</p>
<p>Questo è <strong>l’approccio dell’ecologia integrale</strong> promosso da Papa Francesco nella Enciclica Laudato Sì, per cui tutto è connesso, in particolare tra ambiente a sistema socio-economico. Il degrado umano e sociale è una delle radici del degrado ambientale, che a sua volta si ripercuote soprattutto sulla gente più povera (paragrafo 48 dell’Enciclica)</p>
<p>Possiamo ad esempio fare <strong>il caso del Sahel</strong>, dove l’aumento delle temperature, la maggiore frequenza ed intensità di precipitazioni che erodono il suolo, inondazioni e siccità, esacerbano le tensioni ed i conflitti sociali e politici tra agricoltori e pastori, scontrandosi peraltro con il potere di Stati e multinazionali interessate ad accaparrarsi risorse naturali sempre più scarse. A fronte d questi processi i movimenti sociali e Papa Francesco prendono le parti della piccola agricoltura e delle sue capacità di adattamento e protezione delle risorse attraverso l’adozione di pratiche sostenibili come quelle dell’agroecologia.</p>
<p>L’Encilcia è molto chiara: “ vi è una grande varietà di sistemi alimentari agricoli e di piccola scala che continua a nutrire la maggior parte della popolazione mondiale, utilizzando una porzione ridotta del territorio e dell’acqua e producendo meno rifiuti, sia in pic­coli appezzamenti agricoli e orti, sia nella caccia e nella raccolta di prodotti boschivi, sia nella pesca artigianale. Le economie di scala, specialmente nel settore agricolo, finiscono per costringere i piccoli agricoltori a vendere le loro terre o ad ab­bandonare le loro coltivazioni tradizionali. I ten­tativi di alcuni di essi di sviluppare altre forme di produzione, più diversificate, risultano inutili a causa della difficoltà di accedere ai mercati regio­nali e globali o perché l’infrastruttura di vendita e di trasporto è al servizio delle grandi impre­se. Le autorità hanno il diritto e la responsabilità di adottare misure di chiaro e fermo appoggio ai piccoli produttori e alla diversificazione della produzione. Perché vi sia una libertà economica della quale tutti effettivamente beneficino, a volte può essere necessario porre limiti a coloro che detengono più grandi risorse e potere finanzia­rio. La semplice proclamazione della libertà eco­nomica, quando però le condizioni reali impedi­scono che molti possano accedervi realmente, e quando si riduce l’accesso al lavoro, diventa un discorso contraddittorio che disonora la politica. L’attività imprenditoriale, che è una nobile voca­zione orientata a produrre ricchezza e a migliora­re il mondo per tutti, può essere un modo molto fecondo per promuovere la regione in cui colloca le sue attività, soprattutto se comprende che la creazione di posti di lavoro è parte imprescindi­bile del suo servizio al bene comune.” (Paragrafo 129 dell’Enciclica)</p>
<p><strong>L’imposizione del grande potere economico e finanziario emargina i contadini, aumenta l’insicurezza alimentare e minaccia il diritto ad una alimentazione sana ed adeguata delle popolazioni più a rischio.</strong></p>
<p>Perciò agire è imperativo. Tra le diverse forme di sensibilizzazione e mobilitazione vi è <strong><a href="http://www.focsiv.it/news/pellegrinaggio/" target="_blank">il pellegrinaggio “Una terra. Una famiglia umana”</a></strong>, per incidere anche sulla prossima Conferenza ONU sul clima, <strong>COP21</strong>, che si terrà a Parigi all’inizio di Dicembre. Gli Stati devono prendere decisioni a favore dell’abbattimento delle emissioni di CO2, per una economia decarbonizzata e più equa, per sostenere l’agroecologia dei piccoli contadini, per il diritto al cibo.</p>
<p>FOCSIV coordina le tappe del pellegrinaggio italiano di <strong><a href="http://peoplespilgrimage.org/" target="_blank">Yeb Sano</a></strong>, che riveste il ruolo di promotore del cammino, ambasciatore spirituale ed ex negoziatore del governo filippino sul clima,  da Roma ad Aosta per poi proseguire verso la Svizzera e la Francia.</p>
<p>È coinvolta <strong><a href="http://www.coalizioneclima.it/" target="_blank">la coalizione italiana per il clima</a></strong> con molte organizzazioni della società civile e ambientaliste, sono previsti incontri con la cittadinanza, le scuole, vescovi e sindaci.</p>
<p>È importante che anche la campagna cibo per tutti partecipi. Vi aspettiamo! Uniamoci ai pellegrini</p>
<p>Discorso di Andrea Stocchiero, policy officer Focsiv, al seminario sulla campagna <a href="http://www.cibopertutti.it/" target="_blank">cibo per tutti </a>in EXPO 2015, Venerdì 11 Settembre.</p>
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		<title>UNA TERRA, UNA FAMIGLIA UMANA. IN CAMMINO VERSO PARIGI</title>
		<link>http://www.cibopertutti.it/terra-famiglia-umana-in-cammino-verso-parigi/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 14:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Novella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In occasione della 10° Giornata per la Custodia del Creato, FOCSIV promuove “Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi”: la tratta italiana del pellegrinaggio Roma – Parigi di The People’s Pilgrimage, il movimento interreligioso, guidato dall’attivista filippino Yeb Sano, che richiama l’attenzione sui drammatici effetti ambientali e sociali del riscaldamento climatico. Roma, 1 Settembre 2015. Ricorre oggi la prima Giornata mondiale di&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/terra-famiglia-umana-in-cammino-verso-parigi/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.cibopertutti.it/terra-famiglia-umana-in-cammino-verso-parigi/">UNA TERRA, UNA FAMIGLIA UMANA. IN CAMMINO VERSO PARIGI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.cibopertutti.it">Cibo per Tutti</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della 10° Giornata per la Custodia del Creato, FOCSIV promuove <strong>“Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi”</strong>: la tratta italiana del pellegrinaggio<strong> Roma – Parigi </strong>di <strong>The People’s Pilgrimage</strong>, il movimento interreligioso, guidato dall’attivista filippino Yeb Sano, che richiama l’attenzione sui drammatici effetti ambientali e sociali del riscaldamento climatico.</p>
<p><img title="Leggi tutto..." alt="" src="data:image/gif;base64,R0lGODlhAQABAIAAAAAAAP///yH5BAEAAAAALAAAAAABAAEAAAIBRAA7" data-wp-more="more" data-wp-more-text="" data-mce-resize="false" data-mce-placeholder="1" /><span id="more-4050"></span></p>
<p>Roma, 1 Settembre 2015. Ricorre oggi la prima Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, in comunione con la Chiesa Ortodossa, che già da 10 anni nella stessa data osserva questa ricorrenza. In questo mese dedicato alla salvaguardia del creato e all’ecologia integrale, FOCSIV promuove <strong>“Una Terra, Una Famiglia Umana. In cammino verso Parigi”</strong>. È la tratta italiana del pellegrinaggio<strong> Roma – Parigi </strong>di <strong>The People’s Pilgrimage</strong>,<strong> movimento di persone appartenenti alle diverse comunità religiose</strong> che, da tutto il mondo, si mettono in cammino verso Parigi per <strong>esprimere pacificamente la propria preoccupazione verso gli effetti dei cambiamenti climatici sul futuro dell’umanità e del pianeta, con particolare attenzione alle popolazioni più povere e vulnerabili</strong>. Dal 30 novembre all’11 dicembre 2015, Parigi sarà la sede della Conferenza delle Nazioni Unite sul Clima (COP21), dove tutti i Capi di Stato e di Governo, dopo oltre venti anni dagli Accordi di Kyoto, saranno chiamati a definire un accordo costruttivo vincolante e universale sulla questione dei cambiamenti climatici e del riscaldamento del pianeta.</p>
<p>Gianfranco Cattai, presidente di Focsiv, sottolinea come: “Di fronte ad anni di inerzia e di indifferenza dei Governi mondiali e dei responsabili del mondo industriale, come evidenziato nella Enciclica “Laudato Si’” di Papa Francesco, <strong>i sostenitori di un accordo sul clima attento alla giustizia tra i popoli si metteranno in cammino per intraprendere diversi pellegrinaggi che, partendo da diversi luoghi simbolici in Europa, confluiranno tutti assieme a Parigi per l’appuntamento di COP21</strong>. La Focsiv si impegna per le tappe italiane, sicura del coinvolgimento di numerose altre organizzazioni e associazioni della società civile. Come ci ricorda Ghandi, grande camminatore, dobbiamo essere noi il cambiamento che vogliamo. E il pellegrinaggio può rappresentare uno strumento potente per cambiare i nostri stili di vita e le strutture economico-finanziarie che alimentano un sistema insostenibile”</p>
<p>Promotore di <strong>The People’s Pilgrimage </strong>è <strong>Yeb Sano</strong>,<strong> ex negoziatore della Repubblica delle Filippine per i cambiamenti climatici</strong> il quale, dopo aver sottolineato la connessione tra l’incuranza dell’attività umana per il mondo naturale e gli effetti devastanti del tifone Haiyan nelle Filippine, annunciò, in sede ONU a Varsavia nel 2013, che avrebbe avviato <strong>uno sciopero della fame per protestare contro la lentezza e l’inefficacia dei negoziati</strong> <strong>sul clima</strong>. Nell’Aprile 2015 Yeb Sano ha deciso di rinunciare al proprio ruolo di negoziatore ed è diventato <strong>Ambasciatore spirituale di Ourvoices</strong>, campagna internazionale interreligiosa costituita da attivisti che coniugano spiritualità e impegno sociale, nonché <strong>Leader del The People’s Pilgrimage</strong>.</p>
<p>FOCSIV, grazie al ruolo svolto nell’organizzazione della Marcia del 28 giugno “Una Terra. Una Famiglia Umana”, è stata interpellata da The People’s Pilgrimage per l’organizzazione della tratta italiana del pellegrinaggio che vedrà la partecipazione di un gruppo iniziale di 30 persone tra cui lo stesso Yeb Sano. <strong>Il gruppo partirà da Roma il 30 Settembre, percorrendo in media circa 25 KM al giorno, per arrivare a Parigi nella prima settimana di Dicembre, durante i giorni “caldi” dei negoziati sul clima</strong>. Durante il percorso, nelle varie tappe e località toccate dal pellegrinaggio, si uniranno a Yeb e al gruppo originario altre persone (attivisti, cittadini, rappresentanti di movimenti e associazioni, esponenti di diverse comunità religiose) che testimonieranno in tal modo il proprio impegno per l’ambiente e per una società più giusta.</p>
<p>Il Pellegrinaggio <strong>è aperto a tutti</strong>, ognuno può mettersi in cammino anche solo per qualche tappa o chilometro; il pellegrinaggio è espressione di <strong>un movimento </strong>che intende aprire gli occhi ai leader mondiali sulle conseguenze d’ingiustizia e povertà causate dai cambiamenti climatici e chiedere la firma di un accordo equo ed ambizioso sul clima. Questo in linea con il messaggio dell’Enciclica Laudato Sii di Papa Francesco che promuove un cambiamento degli stili di vita e delle strutture economiche e finanziarie a favore di un’ecologia integrale. Come nel caso della Marcia di fine Giugno la Coalizione Italiana per il Clima ha fornito piena disponbilità nel supportare il Pellegrinaggio nelle varie tappe.</p>
<p>L’organizzazione del pellegrinaggio costituisce per FOCSIV l’opportunità di poter proseguire il proprio lavoro di sensibilizzazione alla questione dei cambiamenti climatici in vista di COP 21 e, in modo particolare, di poter valorizzare il proprio ruolo di organizzazione della società civile italiana capace di raccogliere e convergere le istanze interreligiose verso un bene comune e condiviso da tutelare, un pianeta più giusto e solidale.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita:</p>
<p><a href="http://www.peoplespilgrimage.org">www.peoplespilgrimage.org</a></p>
<p>Per informazioni contatta: <a href="mailto:incamminoversoparigi@focsiv.it">incamminoversoparigi@focsiv.it</a></p>
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		<title>MENO 1: IL CONTO ALLA ROVESCIA PER GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO E&#8217; ARRIVATO AL SUO TERMINE</title>
		<link>http://www.cibopertutti.it/meno-1-conto-rovescia-per-gli-obiettivi-sviluppo-millennio-arrivato-suo-termine/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 08:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Dragonetti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>MENO 1 Settembre 2015 (- 1) Siamo giunti!  Il conto alla rovescia verso settembre 2015 iniziato a dicembre 2014 è arrivato al suo termine. Tra meno di un mese si riunirà l’Assemblea dell’Onu, a New York e si analizzeranno i risultati conseguiti nella lotta alla fame e alla povertà. Verranno discussi i piani e gli obiettivi futuri, Obiettivi di Sviluppo&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/meno-1-conto-rovescia-per-gli-obiettivi-sviluppo-millennio-arrivato-suo-termine/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MENO 1</strong></p>
<p><strong>Settembre 2015 </strong><b>(- 1)</b><b></b></p>
<p><b>Siamo giunti!  </b>Il conto alla rovescia verso settembre 2015 iniziato a dicembre 2014 è arrivato al suo termine.<br />
<b>Tra meno di un mese si riunirà l’Assemblea dell’Onu, a New York</b> e si analizzeranno i risultati conseguiti nella lotta alla fame e alla povertà. Verranno discussi i piani e gli obiettivi futuri, Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs – <i>Sustainable Development Goals</i>) nonché gli impegni che la comunità internazionale vorrà assumersi per raggiungerli. Un appuntamento fondamentale sia per chi si occupa di diritto al cibo, di problemi legati alla condizione umana e ai fenomeni di coesione sociale, sia per chi segue le vicende geopolitiche internazionali, i contesti di violenza e di conflittualità armata, legati a doppio filo a quelli di impoverimento e di indigenza.</p>
<p><b><img alt="" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/riflessione.gif" /> LA RIFLESSIONE<br />
</b>In questi 10 mesi la Campagna italiana “<b>Una sola famiglia umana. Cibo per tutti: è compito nostro”</b> ha proposto <i>questioni di riflessione</i> collegati al tema centrale del diritto al cibo per comprendere meglio le cause che generano l’ingiustizia della povertà. Abbiamo insieme suggerito <i>azioni concrete</i> per una partecipazione attiva della comunità, consapevoli dell’importanza che hanno i nostri gesti, a partire dalle scelte di consumo e dei nostri stili di vita. Si è fatto riferimento a <i>icone bibliche</i> per radicare il nostro agire sulla Parola di Dio e nel contempo innalzarlo in una forma di preghiera. A ridosso di questo importante appuntamento <strong>vogliamo consegnarli idealmente</strong> a tutta la comunità internazionale con l’auspicio che non siano sordi a tutti questi appelli che si alzano dalla base e <strong>dalla voce dei più poveri</strong>.</p>
<p><b><img alt="azione" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/azione.gif" /> L’AZIONE<br />
</b>La rete Caritas propone a <strong>EXPO 2015 dall’11 al 12 settembre</strong> due giorni di confronto e dibattito aperto su <a href="http://www.caritasambrosiana.it/eventi/convegni/cibo-di-guerra">“CIBO, MONDIALITA’, CONFLITTI DIMENTICATI”</a>.  L’11 settembre sarà lanciato il <a href="http://www.caritasitaliana.it/home_page/area_stampa/00005986_Cibo_di_guerra__5__Rapporto_sui_conflitti_dimenticati.html"><strong>IV rapporto di ricerca “Cibo di guerra”</strong></a>, che focalizzandosi sul legame tra guerra e questione alimentare, riporta i risultati di due nuove indagini sul campo, avanza proposte e linee di intervento rivolte ai principali attori, pubblici e privati. Seguirà un dibattito sui risultati e le proposte della campagna italiana <a href="http://www.caritasambrosiana.it/eventi/convegni/voci-dal-territorio-1">“VOCI DAL TERRITORIO - <strong>Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro” </strong></a>. In vista dell’imminente Assemblea Generale Onu sulle prospettive degli Obiettivi di Sviluppo, la campagna italiana amplificherà le voci con le migliaia di persone che si sono attivate in Italia e nel mondo per costruire e rinnovare responsabilmente “un clima di giustizia sociale e ambientale”. E infine il 12 settembre con la tavola rotonda <a href="http://www.caritasambrosiana.it/eventi/convegni/voci-dal-territorio"><strong>“Nutrire il pianeta si può. Oltre i paradossi del cibo”</strong></a> si intendono condividere idee e buone prassi, finalizzate a superare le contraddizioni legate alla produzione, al commercio e allo spreco di cibo.</p>
<p><b><img alt="iconabiblica" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/iconabiblica.gif" /> L’ICONA BIBLICA<br />
</b>Questa volta non proponiamo alcuna icona biblica, ma <strong>invitiamo a riscoprire le continue icone bibliche</strong> che ritroviamo quotidianamente nella liturgia della parola della Santa Messa feriale e domenicale. In questo modo il riferimento alla Parola di Dio non sarà più occasionale ma costante. Non potrà che crescere e diffondersi sempre più una carità intelligente, una carità concreta perché TUTTI possano essere nutriti di cibo puro alla tavola del mondo globalizzato dall’Amore Universale.</p>
<p>Per ulteriori info: cibopertutti@caritas.it</p>
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		<title>AGOSTO 2015: PROSEGUE IL CONTO ALLA ROVESCIA PER GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO (SETTEMBRE 2015)</title>
		<link>http://www.cibopertutti.it/agosto-2015-prosegue-conto-rovescia-per-gli-obiettivi-sviluppo-millennio-settembre-2015/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2015 11:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Roberta Dragonetti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Prosegue il conto alla rovescia verso settembre 2015, quando all’Assemblea dell’Onu, a New York, si analizzeranno i risultati conseguiti nella lotta alla fame e alla povertà, si discuteranno i piani e gli obiettivi futuri, nonché gli impegni che la comunità internazionale vorrà assumersi per raggiungerli. Un appuntamento fondamentale sia per chi si occupa di diritto al cibo, di problemi legati&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/agosto-2015-prosegue-conto-rovescia-per-gli-obiettivi-sviluppo-millennio-settembre-2015/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il conto alla rovescia verso settembre 2015, quando all’Assemblea dell’Onu, a New York, si analizzeranno i risultati conseguiti nella lotta alla fame e alla povertà, si discuteranno i piani e gli obiettivi futuri, nonché gli impegni che la comunità internazionale vorrà assumersi per raggiungerli.</p>
<p>Un appuntamento fondamentale sia per chi si occupa di diritto al cibo, di problemi legati alla condizione umana e ai fenomeni di coesione sociale, sia per chi segue le vicende geopolitiche internazionali, i contesti di violenza e di conflittualità armata (vedi il documento base della Campagna), legati a doppio filo a quelli di impoverimento e di indigenza.</p>
<p>Per ognuno dei dieci mesi che ci separano dall’evento, proponiamo:</p>
<p>– una riflessione sui vari aspetti della nostra Campagna; – un’azione che renda visibile per tutti la riflessione sul tema, che sia segno di impegno concreto; – un’icona biblica collegata alla riflessione e all’azione, per radicare il nostro agire sulla Parola di Dio e nel contempo innalzarlo in una forma di preghiera.</p>
<p>Agosto 2015 (-2)</p>
<p><b><b><img alt="" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/riflessione.gif" /> </b>LA RIFLESSIONE </b></p>
<p><b>La costruzione della pace nell&#8217;incontro con l&#8217;altro. </b>La forza della pace è la giustizia: si costruisce la pace quando ci diventa insopportabile l&#8217;ingiustizia, quando non si vuole avere solo per noi ciò che manca agli altri. La pace si realizza quando al proprio interesse si antepone il bene di tutti e si è capaci di sacrificare il tornaconto particolare. <b>I conflitti in atto</b> in così tanti luoghi del mondo riflettono al contrario l&#8217;ingiustizia alla base dei meccanismi economici internazionali di sfruttamento e spoliazione delle risorse dei Paesi impoveriti, come ad esempio <i>il land grabbing (“accaparramento di terre”: </i>l&#8217;acquisizione di vaste aree rurali da parte di multinazionali o governi di Paesi terzi senza il consenso delle popolazioni autoctone finalizzata all&#8217;insediamento di produzioni intensive di prodotti agricoli per l&#8217;esportazione o per la produzione di agrocarburanti). E&#8217; proprio da questi conflitti e dalle loro drammatiche conseguenze che fugge gran parte della moltitudine di persone che dal continente africano e dal Medio Oriente, attraversando il Mediterraneo a rischio della propria vita, tentano di raggiungere l’Europa. <b>Costruire la pace, qui, adesso, è prendere atto del dramma di queste persone</b>, profughi e migranti, che chiedono il riconoscimento effettivo della propria dignità e del diritto ad esistere; è reagire di fronte a chi chiede di adottare strumenti militari e repressivi per affrontare quest&#8217;emergenza; è favorire l&#8217;accoglienza, il rispetto e la comprensione reciproca tra cittadini di diversi Paesi e nazionalità.</p>
<p><b><b><img alt="azione" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/azione.gif" /> </b>L&#8217; AZIONE</b></p>
<p><b>Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta.</b></p>
<p>La costruzione della pace richiede impegno diretto, azioni concrete e una visione del mondo improntata al dialogo, alla convivenza e alla tolleranza. Su queste basi e con questa visione profeti e pionieri come Don Tonino Bello e Alexander Langer hanno saputo pensare e sperimentare modalità originali e nonviolente per entrare nei conflitti, prefigurando  il modello e l&#8217;esperienza dei <b>“corpi civili di pace”. </b>E proprio nei prossimi mesi, grazie ad un provvedimento contenuto nella legge di stabilità del 2014, prenderà forma il primo contingente sperimentale di “corpi civili di pace” promosso dal Governo Italiano: <b>500 giovani volontari da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o a rischio di conflitto o nelle aree di emergenza ambientale.</b> E&#8217; un passo concreto per la realizzazione di una difesa civile alternativa a quella militare, lo stesso obiettivo per il quale si sono mobilitate le molteplici reti ed associazioni promotrici della <b>Campagna<i> Un&#8217;altra difesa è possibile</i></b><i>, </i>che ha raccolto le firme necessarie (50.000) per la presentazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento di un Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta. La proposta di legge intende dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione (ripudio della guerra e difesa della patria affidata ai cittadini), attraverso l&#8217;adozione di strumenti di difesa della Costituzione e dei diritti di cittadinanza che in essa sono affermati e la promozione di modalità di intervento non armato per la risoluzione delle controversie internazionali. Gli elementi centrali della proposta legislativa sono i corpi civili di pace, la protezione civile, un Istituto di ricerca su pace e disarmo ed il servizio civile: strumenti per la difesa della Patria intesa come difesa dei diritti, della dignità, dell&#8217;ambiente, della pace.  Il 22 maggio 2015 la proposta di legge è stata presentata alla Camera dei Deputati. Dopo questo primo traguardo è ora necessario l&#8217;impegno di tutti attraverso il monitoraggio del lavoro dei parlamentari eletti nelle proprie circoscrizioni perché l&#8217;iter parlamentare possa procedere senza inciampi e la proposta di legge possa essere esaminata.</p>
<p><b>Per maggiori informazioni: <a href="http://www.difesacivilenonviolenta.org/">www.difesacivilenonviolenta.org</p>
<p>http://www.difesacivilenonviolenta.org/corpi-civili-di-pace-il-sogno-diventa-realta/</p>
<p></a></b></p>
<p><b><b><img alt="iconabiblica" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/iconabiblica.gif" /> </b>L’ICONA BIBLICA</b></p>
<p><b>Sono forse io il custode di mio fratello? </b></p>
<p>Dal Sacrario Militare di Redipuglia Papa Francesco ci esorta a prenderci cura dei nostri fratelli, tutti&#8230;<br />
<i>“</i><i>Chi si prende cura del fratello”</i>, ci dice, <i>“entra nella gioia del Signore; chi invece non lo fa, chi con le sue omissioni dice: “a me che importa?”, rimane fuori.”<br />
</i>Da quel luogo, vicino a quel cimitero, Papa Francesco non ha esitazioni nel dire che la guerra è una follia: <i>“mentre Dio porta avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano.<br />
</i><i>La guerra stravolge tutto, anche il legame tra i fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione: volersi sviluppare mediante la distruzione!” </i>E se <i>“anche oggi le vittime sono tante, è perché dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi… ci sono pianificatori del terrore, organizzatori dello scontro, imprenditori delle armi che hanno scritto nel cuore:<br />
</i><i>“</i><i>A me che importa?”<br />
</i>E allora, <i>“con cuore di figlio, di fratello, di padre”, </i>Papa Francesco<i> </i>chiede a tutti noi e per tutti noi <i>“la conversione del cuore: passare da “A me che importa?” al pianto.<br />
</i><i>Per tutti i caduti della “inutile strage”, per tutte le vittime della follia della guerra, in ogni tempo.”</i></p>
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		<title>Video della marcia &#8220;Una terra. Una Famiglia Umana&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 10:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Comunicazione FOCSIV]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#unaterraunafamiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Online il nuovo video della Marcia ‪#‎unaterraunafamiglia‬. Colori, musica e interviste per rivivere la giornata con noi. La marcia &#8220;Una Terra. Una Famiglia Umana&#8221; che il 28 giugno 2015 ha visto come protagonisti tutti i cittadini uniti dalla voglia di celebrare l’Enciclica Papale“Laudato si’ sulla cura della casa comune” e dalla richiesta un accordo ambizioso alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/video-marcia-terra-famiglia-umana/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Online il nuovo video della Marcia <a href="https://www.facebook.com/hashtag/unaterraunafamiglia?source=feed_text&amp;story_id=926654360704563" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}">‪#‎unaterraunafamiglia‬</a>. Colori, musica e interviste per rivivere la giornata con noi. <span id="more-4006"></span> La marcia &#8220;Una Terra. Una Famiglia Umana&#8221; che il 28 giugno 2015 ha visto come protagonisti tutti i cittadini uniti dalla voglia di celebrare l’Enciclica Papale“Laudato si’ sulla cura della casa comune” e dalla richiesta un accordo ambizioso alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Dicembre 2015. La Marcia, che da piazza Farnese a piazza San Pietro ha riunito  gruppi cattolici, interreligiosi, della società civile e numerose organizzazioni ambientaliste, è stato un momento di gioia e di condivisione. Per rivivere la giornata guarda il video e scorri lo storify dell&#8217;evento, disponibile sul <a href="http://www.focsiv.it/news/una-terra-una-famiglia-umana-lo-storify-della-marcia/#more-13250" target="_blank">sito FOCSIV</a> . Buona Visione!</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=XLMoASgdAtE" target="_blank">Video</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.cibopertutti.it/video-marcia-terra-famiglia-umana/">Video della marcia &#8220;Una terra. Una Famiglia Umana&#8221;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.cibopertutti.it">Cibo per Tutti</a>.</p>
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		<title>CHANGE FOR THE PLANET</title>
		<link>http://www.cibopertutti.it/change-for-the-planet/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 12:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Novella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#Change4thePlanet]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>FOCSIV e CIDSE, alleanza internazionale di 17 agenzie per lo sviluppo cattoliche europee e nord americane, hanno lanciato il 1° luglio la campagna di tre anni sugli stili di vita sostenibili dal titolo “CHANGE FOR THE PLANET. Cambiamo per il Pianeta. Prendiamoci cura delle Persone” L’obiettivo della Campagna è quello di contribuire alla giustizia sociale promuovendo uno stile di vita più sostenibile: crediamo che&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/change-for-the-planet/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>FOCSIV e CIDSE, alleanza internazionale di 17 agenzie per lo sviluppo cattoliche europee e nord americane, hanno lanciato il 1° luglio la <strong>campagna di tre anni sugli stili di vita sostenibili</strong> dal titolo <strong>“<em>CHANGE FOR THE PLANET. Cambiamo per il Pianeta. Prendiamoci cura delle Persone”</em></strong></p>
<p><span id="more-3999"></span></p>
<p>L’obiettivo della Campagna è quello di <strong>contribuire alla giustizia sociale promuovendo uno stile di vita più sostenibile</strong>: crediamo che i cambiamenti collettivi e individuali siano fondamentali per far fronte alle emergenze determinate dal  cambiamento climatico e dal degrado ambientale ed alle conseguenze che queste hanno sulla vita delle persone. Quello che chiediamo, con la Campagna, è di abbandonare il sistema attuale e costruire un mondo più giusto ed ecologicamente responsabile. Nel perseguire questo obiettivo siamo incoraggiati ed ispirati dalla recente enciclica di Papa Francesco, che recita: <strong><em>“Ogni aspirazione a curare e migliorare il mondo richiede di cambiare profondamente gli stili di vita</em></strong><em>, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società”.</em> Come afferma Papa Francesco, siamo convinti che <strong><em>“un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare a esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale”.</em></strong></p>
<p>L’eccessivo sfruttamento globale delle risorse naturali è una grande minaccia che mette le persone e il pianeta, e le conseguenze peggiori di questo vengono pagate dalle persone che vivono in condizioni di povertà. Non possiamo più aspettare. Si tratta di giustizia! <strong><em>La nostra campagna ha lo scopo di stimolare e attivare un radicale cambiamento degli stili di vita delle persone riducendo il consumo complessivo di energia e facendo scelte alimentari ecocompatibili.</em></strong> Il cambiamento inizia con noi!</p>
<p>La campagna ha lanciato un piano di comunicazione sui social media – <strong>#change4planet </strong>– con cui lavoreremo assieme in Europa e Nord America nell’intraprendere azioni per un modo più sostenibile di vivere. Attraverso i social media, workshop ed eventi <strong><em>invitiamo  le persone a fare la differenza attraverso le proprie scelte quotidiane e contribuire in questo modo alla costruzione di un mondo migliore:</em></strong> ridurre la quantità di energia utilizzata, comprare cibo locale e prodotto in maniera sostenibile, muoversi con i mezzi pubblici e mangiare meno carne – sono alcuni esempi di <strong><em>pratiche quotidiane che contano.</em></strong> Diversi modelli di successo di vita sostenibile esistono già in tutto il mondo e la nostra campagna sarà per essi una cassa di risonanza in modo che possano essere sperimentati da altre persone. <strong><em>Il nostro impegno dimostra che la società è pronta e chiede un cambiamento di vasta portata nella politica e nella pratica.</em></strong></p>
<p>Allo stesso tempo <strong><em>continuiamo a chiedere cambiamenti politici indispensabili per sostenere scelte di vita sostenibili a livello nazionale ed internazionale</em></strong>. Il <a href="http://www.cidse.org/climate-justice/cidse-towards-cop-21-in-paris.html">Vertice sul Clima delle Nazioni Unite a Parigi -COP21</a> (29 Novembre – 12 Dicembre) è un’opportunità politica fondamentale: qui chiederemo, insieme alle altre analoghe iniziative che in tutto il mondo si mobilitano su questi temi, un accordo globale equo dando priorità alle persone e al pianeta! Vogliamo costruire nuovi modelli di sviluppo e stili di vita che siano ecocompatibili e aiutino le persone ad uscire dallo stato di povertà.</p>
<p>Vogliamo dimostrare che <strong><em>le persone hanno il potere di determinare il cambiamento</em></strong> che noi chiediamo e di cui i decisori politici non si stanno occupando.  <strong>Uniamo la nostra voce con le migliaia di persone che si mobiliteranno in vista di COP21 a Parigi e in tutto il mondo per chiedere il cambiamento del sistema col fine di prevenire ulteriori cambiamenti climatici.</strong> <strong><em>Siamo in grado di fare la differenza, se agiamo insieme.</em></strong></p>
<p>Segui la campagna su <a href="https://www.facebook.com/pages/Change-for-the-Planet-Care-for-the-People/485694201589353?fref=ts" target="_blank">Facebook</a>, <a href="https://www.facebook.com/pages/Change-for-the-Planet-Care-for-the-People/485694201589353?fref=ts" target="_blank">Twitter</a> e <a href="https://www.pinterest.com/ChangeforPlanet/" target="_blank">Pinterest</a>!</p>
<p>Leggi il <a href="http://www.focsiv.it/wp-content/uploads/2015/07/Comunicato-stampa.pdf">Comunicato stampa di lancio della Campagna</a></p>
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		<title>LUGLIO 2015: PROSEGUE IL CONTO ALLA ROVESCIA PER GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO (SETTEMBRE 2015)</title>
		<link>http://www.cibopertutti.it/luglio-2015-prosegue-conto-rovescia-per-gli-obiettivi-sviluppo-millennio-settembre-2015/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 14:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MISSIO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Prosegue il conto alla rovescia verso settembre 2015, quando all’Assemblea dell’Onu, a New York, si analizzeranno i risultati conseguiti nella lotta alla fame e alla povertà, si discuteranno i piani e gli obiettivi futuri, nonché gli impegni che la comunità internazionale vorrà assumersi per raggiungerli. Un appuntamento fondamentale sia per chi si occupa di diritto al cibo, di problemi legati&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/luglio-2015-prosegue-conto-rovescia-per-gli-obiettivi-sviluppo-millennio-settembre-2015/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Prosegue il conto alla rovescia verso settembre 2015, quando all’Assemblea dell’Onu, a New York, si analizzeranno i risultati conseguiti nella lotta alla fame e alla povertà, si discuteranno i piani e gli obiettivi futuri, nonché gli impegni che la comunità internazionale vorrà assumersi per raggiungerli.</p>
<p>Un appuntamento fondamentale sia per chi si occupa di diritto al cibo, di problemi legati alla condizione umana e ai fenomeni di coesione sociale, sia per chi segue le vicende geopolitiche internazionali, i contesti di violenza e di conflittualità armata (vedi il documento base della Campagna), legati a doppio filo a quelli di impoverimento e di indigenza.</p>
<p>Per ognuno dei dieci mesi che ci separano dall’evento, proponiamo:</p>
<p>– una riflessione sui vari aspetti della nostra Campagna; – un’azione che renda visibile per tutti la riflessione sul tema, che sia segno di impegno concreto; – un’icona biblica collegata alla riflessione e all’azione, per radicare il nostro agire sulla Parola di Dio e nel contempo innalzarlo in una forma di preghiera.</p>
<p>Luglio 2015 (-3)</p>
<p>LA RIFLESSIONE</p>
<p>riflessione</p>
<p><a href="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/riflessione.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3383" alt="riflessione" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/riflessione.gif" width="50" height="31" /></a>La povertà e la fame, che attanagliano vaste aree del pianeta, non sono più tollerabili in un mondo interconnesso e globalizzato come il nostro. Secondo gli ultimi dati della FAO ci sono al mondo 795 milioni di persone che soffrono la fame, il 98% delle quali vive nei Paesi in via di sviluppo, principalmente in Asia (511 milioni) e Africa (232 mln). Ma come scrive uno dei fondatori della Teologia della Liberazione, padre Gustavo Gutiérrez Merino: “la povertà non è una fatalità”. Ossia, non dobbiamo accettarla come un dato di fatto ineluttabile. Si tratta pur sempre di “una creazione di noi esseri umani che concorriamo a crearla”, dice Gutiérrez. Siamo responsabili in gran parte dei presupposti sociali che la determinano, e quindi possiamo anche far in modo che diminuisca fino a sparire del tutto. La povertà è multidimensionale: non ha solo a che vedere con la mancanza di soldi, ma comprende l’aspetto culturale, razziale e di genere. La condizione femminile è spesso una condizione di maggiore povertà, ad esempio.</p>
<p>L’AZIONE</p>
<p>azione</p>
<p><a href="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/azione.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3384" alt="azione" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/azione.gif" width="63" height="25" /></a>E’ per far fronte alle disuguaglianze e alle povertà crescenti che dal 13 al 16 luglio si terrà ad Addis Abeba la Terza Conferenza delle Nazioni Unite sui Finanziamenti allo Sviluppo. E’ un appuntamento importante perché i Paesi membri discuteranno di nuove modalità per mobilitare le risorse che sono necessarie ad imprimere un nuovo slancio nella mobilitazione internazionale sui nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Si tratta di un dibattito difficile, in questo tempo di crisi nel quale i paesi ricchi sembrano essersi dimenticati dell’impegno assunto per la mobilitazione dello 0,7% del PIL in favore dei Paesi poveri, ed in cui le risorse pubbliche per lo sviluppo vedono un continuo calo. La cooperazione, ancorata ai principi di efficacia, di accountability e di rispetto delle politiche nazionali, può rappresentare però ancora uno strumento significativo, ed è necessario richiedere ai governi dei paesi ricchi maggiore impegno in questa direzione. In un tempo di problemi globali, occorre maggiore incisività proprio nel proporre soluzioni di portata globale: tra le varie soluzioni proposte per aumentare le risorse a disposizione, introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie, ad esempio, è una opzione; è fondamentale inoltre un’azione sui flussi finanziari illeciti e sull’elusione fiscale, che sottraggono ai paesi più poveri quelle risorse che sarebbero invece già disponibili. Esiste inoltre il tema del ruolo degli operatori del settore privato nello sviluppo, che svolgono un ruolo chiave nella creazione di lavoro decente e rispettoso dei diritti umani, ma che devono operare in quadri di regolazione in grado di garantire il bene comune. Impegniamoci tutti su questo fronte, anzitutto informandoci su come andrà questo vertice mondiale, e in secondo luogo partecipando alle iniziative del terzo settore che chiede di aderire alle proposte sulla trasparenza della finanza e un commercio sano.</p>
<p>L’ICONA BIBLICA</p>
<p>Icona biblica</p>
<p><a href="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/iconabiblica.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-3385" alt="iconabiblica" src="http://www.cibopertutti.it/wp-content/uploads/2015/02/iconabiblica.gif" width="34" height="29" /></a>Come diceva Giovanni Paolo II il bisognoso può esser visto come un fardello, oppure come &lt;&lt;un’occasione di bene in sé, la possibilità di una ricchezza più grande&gt;&gt;. E’ proprio questo messaggio di forte empatia che possiamo tenere a mente quando pensiamo alla fame di interi popoli, all’apparenza tanto distanti da noi. I capi di Stato e di governo del mondo più sviluppato dovrebbero considerare le nazioni povere non come fardello ma come ricchezza. Nella parabola evangelica del buon samaritano, il povero che si trova in strada è da evitare sia per il sacerdote che per il levita. Questi gli passano accanto senza ‘vederlo’. Mentre per il samaritano quell’uomo è un’occasione di grazia, perché gli consente di mettere a frutto la propria umanità. E dunque, restituisce molto di più in termini di ricchezza d’anima.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dai diamanti ai minerali insanguinati</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2015 13:26:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[MISSIO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Creare un sistema europeo di autocertificazione del “dovere di diligenza” nell’acquistare stagno, tungsteno, tantalio e oro, provenienti da zone di conflitto. In termini tecnici è quanto chiede il Parlamento europeo (e quanto dovrà approvare ora il Consiglio europeo) agli importatori di questi minerali. Ossia alle imprese europee produttrici di telefonini, computer e quant’altro contenga tantalio e company, estratti in Paesi&#160;<a href="http://www.cibopertutti.it/dai-diamanti-minerali-insanguinati/" class="read-more">Continue Reading</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Creare un sistema europeo di autocertificazione del “dovere di diligenza” nell’acquistare stagno, tungsteno, tantalio e oro, provenienti da zone di conflitto.</p>
<p>In termini tecnici è quanto chiede il Parlamento europeo (e quanto dovrà approvare ora il Consiglio europeo) agli importatori di questi minerali. Ossia alle imprese europee produttrici di telefonini, computer e quant’altro contenga tantalio e <i>company,</i> estratti in Paesi come Repubblica Democratica del Congo o Nigeria.</p>
<p><strong>Per inciso, il tantalio è un ottimo conduttore e viene usato soprattutto nell’industria elettronica.</strong></p>
<p>Però è prodotto in gran quantità nelle nere miniere africane. Dove si sfrutta la manodopera e i ricavi si utilizzano per finanziare le guerre. Dunque, diventare più responsabili di ciò che produciamo e che proviene da zone altamente a rischio, è un dovere per l’Europa. Questo principio, se non proprio assodato, comincia lentamente ad entrare nella mentalità del Vecchio continente. Ma basta vincolare le multinazionali ad essere più “diligenti” nel controllo della filiera? Certamente non è sufficiente ma aiuta a prender coscienza di un problema.</p>
<p>Il percorso è lungo e i risultati non sono affatto scontati. Ma un primo dato è tratto. <strong>Lo scorso 20 maggio il Parlamento europeo ha dato via libera, in prima lettura, ad un testo che introduce la tracciabilità obbligatoria per oltre 800mila imprese dell’Ue che utilizzano questi quattro minerali.</strong></p>
<p>La novità è che gli emendamenti proposti e approvati vanno un po’ oltre il testo deliberato dalla Commissione europea: rendono cioè obbligatori certi controlli. Attenzione: si tratta pur sempre di un’ “autocertificazione” ma stavolta non volontaria, bensì vincolata a dei controlli e a degli obblighi.</p>
<p>C’è da dire che esiste un precedente: è rappresentato dagli Stati Uniti che nel 2010 hanno approvato una legge, la <i>Dodd Frank</i>, che impone alle aziende quotate in Borsa e che utilizzano stagno, tantalio, tungsteno e oro, di certificare che questi minerali non provengono dalla Repubblica Democratica del Congo o dai Paesi confinanti.</p>
<p>E questa buona pratica viene citata nel testo: la proposta di regolamento adottata dal Parlamento europeo invita a &lt;&lt;legiferare in base al modello della legge statunitense sui &#8220;minerali dei conflitti&#8221;. La Commissione ha annunciato, nelle sue comunicazioni del 2011 e 2012, la sua intenzione di riflettere sulle possibilità di migliorare la trasparenza lungo l&#8217;intera catena di approvvigionamento, compresi gli aspetti legati al dovere di diligenza&gt;&gt;.</p>
<p>Nel caso americano ci sono delle differenze sostanziali, però. Perché si fissano dei paletti rigidi e si vieta del tutto il commercio con Paesi altamente a rischio. Nel caso europeo invece si fa il percorso inverso: non si vuol vietare di fare affari con un numero preciso di Paesi, ma si chiede alle imprese di controllare da dove vengano le materie prime acquistate. Il vincolo, dunque, è meno rigido. Ma inizia a strutturarsi l’idea di una tracciabilità, come nel caso del Processo di Kimberly che riguarda i diamanti “insanguinati”. Questo negoziato è iniziato nel 2000 in Sud Africa e si è concluso nel 2002 con l&#8217;adozione di un sistema internazionale di certificazione per i diamanti grezzi estratti e commercializzati legalmente.</p>
<p>Da allora, tutte le partite di diamanti grezzi esportate devono essere accompagnate da un certificato non falsificabile in cui si attesti che la spedizione non contiene diamanti insanguinati. Naturalmente le imprese multinazionali, oggi come ieri, protestano. Perché il controllo di tutta la filiera richiede l’esborso di soldi e un notevole impegno. Più semplice è comprare all’estero senza preoccuparsi minimamente degli effetti perversi di questi commerci.</p>
<p>&lt;&lt;Le imprese devono assumersi la responsabilità di garantire ai consumatori che esse procurano risorse naturali in modo trasparente e responsabile – scrive la Focsiv, prima sostenitrice di una Campagna europea sui minerali &#8211; Considerato l’elevato consumo di minerali nel mercato europeo, Focsiv, assieme a CIDSE (composta da 17 organizzazioni cattoliche europee e americane, tra cui la Focsiv) &#8211; ritiene che l’Unione Europea debba porsi in prima linea nel richiedere norme più stringenti sui minerali dei conflitti e promuovere la garanzia dei diritti umani&gt;&gt;.</p>
<p>Centoquaranta vescovi della Chiesa cattolica, provenienti da 38 Paesi in cinque continenti, hanno finora aderito alla Campagna, sottoscrivendo una dichiarazione per chiedere all’Unione Europea di adottare un regolamento più stringente ed efficace.</p>
<p>Stefan Reinhold, coordinatore dei lavori di <i>advocacy</i> compiuti da CIDSE sulla questione dei minerali dei conflitti, ha detto che &lt;&lt;gli Stati membri europei avranno ora la possibilità di sostenere e rafforzare ulteriormente questa legislazione. Ci sono molti esempi provenienti da tutta Europa, come la legge <i>Due Diligence</i> in Francia o la <i>Modern Slavery Act</i> nel Regno Unito, che mostrano una netta tendenza nel regolamentare meglio le attività delle imprese, in modo da evitare il loro coinvolgimento in violazioni dei diritti umani e dare garanzie ai cittadini di non essere complici attraverso i propri acquisti&gt;&gt;.</p>
<p>Certo il dubbio è lecito: quando la palla passa dalla Commissione e dal Parlamento europeo, al Consiglio europeo (ossia i capi di Stato o di governo dei 28 Stati membri dell&#8217;Ue) gli impegni si fanno meno impegnativi. Perché? Il Consiglio europeo dà dei pareri e adotta conclusioni sui più svariati temi, in base alle decisioni prese dai singoli governi. E’ qui che l’Unione europea scricchiola, sotto il peso della centralità ancora molto forte degli Stati-nazione. Le decisioni devono passare per i Parlamenti nazionali e non è detto che questi ultimi tengano fede a quanto deciso dal Parlamento europeo. «Sappiamo per esperienza – ha detto Emmanuelle Devuyst del <i>Jesuit European Social Centre</i> &#8211; che il Consiglio europeo cercherà di depotenziare i risultati positivi raggiunti in Parlamento. Dobbiamo convincere i nostri governi a rispettare le decisioni dell’assise di Strasburgo». Per far sì che questo non avvenga, la pressione sui singoli governi e sui Parlamenti nazionali dovrà essere molto forte nei mesi a venire.</p>
<p><strong>Vediamo nello specifico i punti nevralgici della proposta di regolamento votata dal Parlamento di Strasburgo</strong>: &lt;&lt;Le imprese a valle, devono, nel quadro del presente regolamento e conformemente alle linee guida dell&#8217;Ocse, adottare tutte le misure ragionevoli per identificare e affrontare i rischi nella loro catena di approvvigionamento dei minerali e dei metalli contemplati dal presente regolamento. In tale quadro, esse sono soggette a un obbligo d&#8217;informazione sulle loro prassi di diligenza ragionevole per un approvvigionamento responsabile&gt;&gt;.</p>
<p>Inoltre &lt;&lt;la Commissione dovrebbe monitorare da vicino e comunicare gli oneri legati all&#8217;approvvigionamento responsabile, all&#8217;esecuzione di <i>audit</i> da parte di soggetti terzi, alle loro conseguenze amministrative e al loro impatto potenziale sulla competitività, in particolare delle Pmi&gt;&gt;.</p>
<p>La britannica <i>Global Witness</i>, uno dei <i>think tank</i> più attivi sul fronte della ricerca per individuare i nessi tra lo sfruttamento delle risorse naturali, le guerre e le aziende occidentali, è da anni attenta al caso della Repubblica Democratica del Congo.</p>
<p>Il voto della Camera di Strasburgo è stato accolto come un successo, o quantomeno un passo avanti, ma in certe zone africane purtroppo l’impegno non basta.</p>
<p><strong>Sul suo sito la <i>Global Witness</i> scrive che nel Nord del Kivu, nella parte orientale del Paese,</strong> il conflitto tra ribelli e governativi va avanti da anni e che nonostante le garanzie da parte del ministro congolese delle Attività estrattive e Miniere, di adeguarsi alle richieste e standard di <i>due diligence</i> (dovere di diligenza) dell’Ocse, ci sono prove di numerose violazioni da parte di gruppi ribelli e forze anti-governative.</p>
<p>Il Congo, terra da sempre al centro di numerosi conflitti, spesso a bassa intensità (e migliaia di morti) generati da una corsa all’accaparramento delle innumerevoli risorse, possiede ingenti giacimenti di oro, diamanti, rame e coltan (dal quale si ricava il tantalio). Si tratta di un minerale indispensabile per l’industria <i>high tech</i>, di cui il Congo possiede l’80% delle riserve mondiali. Dalla ricchezza derivata dall’estrazione del coltan le popolazioni locali non hanno tratto alcun vantaggio. Al contrario le loro terre sono state espropriate e gli introiti hanno finanziato la guerra civile.</p>
<p>Dall’altra parte del mondo, invece, qualcuno ha tratto vantaggio eccome da questi commerci, arricchendosi a dismisura senza porsi domande e alimentando di fatto una conflittualità che viene poi attribuita al solo mondo “in via di sviluppo”.</p>
<p>(di ilaria de bonis)</p>
<p>&nbsp;</p>
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